giovedì 20 novembre 2008

Altro articolo su Tori Amos

Il padre un pastore metodista e la madre, un’indiana cherokee. Insomma una famiglia tipica americana... Inizia a suonare il piano a soli due anni e a 5 anni la bambina vince una borsa di studio in uno dei conservatori più prestigiosi d'America (il Peabody Conservatory di Baltimora). Tuttavia il conflitto con il classicismo del conservatorio e con gli ideali bacchettoni della famiglia nasce dopo pochi anni dal suo ingresso nella scuola: Myra Ellen Amos era diventata una ribelle che preferiva improvvisare al piano le canzoni dei suoi miti (Led Zeppelin, The Doors, Jimi Hendrix per citarne alcuni) piuttosto che eseguire a memoria le sonate di Beethoven. Andando avanti col tempo Tori Amos (il soprannome Tori le verrà dato da un amico - in giapponese significa pollastrella) inizia ad esibirsi in vari pub e ad inseguire il successo trasferendosi a Los Angeles. È proprio qui che dopo un suo concerto viene stuprata, avvenimento che la segnò profondamente.

Nel '90 la Atlantic finalmente la nota e, dopo alcuni problemi iniziali, le concede di pubblicare un album. Il successo arriva quindi nel '92 con l'uscita di "Little Earthquakes". In quest'album ricorrono tutti i temi principali della crescita della Amos: il difficile rapporto con la religione, e di conseguenza con il padre prete, il suo femminismo, la vicenda dello stupro, la guerra agli stereotipi. La cantautrice compie virtuosismi pianistici e vocali non indifferenti donando alle tracce una musicalità del tutto particolare e dando al rock nuove sfumature: il pianoforte è impiegato in tutte le canzoni, gli acuti strazianti sottolineano ancora di più la rabbia e il dolore della cantante. Il rapporto con il suo strumento diventa tra l'altro famoso grazie alla postura che assume solitamente mentre lo suona nei suoi concerti dal vivo: a gambe divaricate e la testa china indietro, quasi come se stesse avendo un rapporto sessuale.

Nel 1993 viene pubblicato come singolo un remix di "Crucify", che come lati B contiene un altro brano estratto dal precedente disco, "Winter", e 3 cover.

Il '94 è l'anno della rivelazione per Tori Amos: il suo secondo album "Under The Pink" la consacra come una delle figure femminili principali della musica rock degli anni '90. Il nuovo album, lanciato dal singolo "Cornflake Girl", vende oltre tre milioni di copie nel mondo. La cantautrice si concentra nuovamente nel conflitto Chiesa-Libertà nella canzone "God", ma questa volta sposta la sua attenzione sull'animo femminile, sulle relazioni che intercorrono tra le donne. Protagoniste di quest'album diventano quindi le figure femminili. Eccezionali in "Under The Pink" sono la voce della Amos e la tecnica pianistica, sempre più raffinata e ricercata, che si fondono e si susseguono in un gioco di continui acuti potentissimi e sussurri sensuali (come ad esempio in "Yes, Anastasia" dedicata alla granduchessa Anastasia di Russia).

Nel 1995 collabora alla colonna sonora di Higher Learning, con una nuova canzone, Butterfly, e l'ennesima cover, Losing my religion dei R.E.M.. Nel 1996 Tori Amos incide in Irlanda "Boys for Pele", chiamato così in onore della dea hawaiana del fuoco. Nelle 18 tracce che costituiscono l'album, l'artista suona, oltre che il suo fedele pianoforte Bosendorfer, il clavicembalo. Abbiamo così modo di ascoltare canzoni in cui questo strumento assume quasi la sonorità di una chitarra elettrica, come ad esempio in "Professional Widow" un brano rock dedicato a Courtney Love (ex-fidanzata di Kurt Cobain, leader dei Nirvana) oramai diventata appunto una vedova di professione. Ricordiamo che con un remix dance di questa canzone, curato da Armand van Helden, la Amos diventa anche un idolo delle discoteche. Le altre tracce sono caratterizzate da una sonorità cupa, quasi spettrale che portano Tori Amos comporre canzoni come "Talula" o "Way Down". Due anni più tardi la cantautrice del North Carolina pubblica "From the choirgirl hotel", un album concepito dopo un aborto naturale, episodio vissuto in maniera sentitamente drammatica da Tori Amos come ci fa capire nel brano rock di apertura "Spark". In questo album la Amos affronta nuove sonorità completamente differenti dalle sue opere precedenti, come si può ascoltare in "Raspberry Swirl", nella quale il pianoforte diventa addirittura uno strumento con cui suonare musica dance. Vi sono tuttavia anche brani più dolci come "Jackie's Strenght", che narra delle vicende di Jacqueline Kennedy.Solo un anno dopo assistiamo alla pubblicazione di "To Venus and back", un doppio album comprendente una strepitosa performance dal vivo. Il disco inedito può essere considerata come la naturale evoluzione di "From the Choirgirl Hotel": l'utilizzo innovativo dell'elettronica rende totalmente nuovo il sound di Tori, permettendole di esprimere ulteriori sfaccettature della sua anima poliedrica.

Nel 2001 la dea del rock (così la chiamano i suoi fan) si cimenta in un'opera ambiziosa: "Strange little girls", un album composto di sole cover, 12 in totale. Le canzoni originali erano tutte cantate da uomini e trattano tutte lo stesso argomento: le donne. La Amos dà un'interpretazione completamente diversa di ogni canzone e così 12 strane piccole ragazze (anzi 13, due sono gemelle) prendono vita; canzoni come quelle di Neil Young, degli Stranglers, di Tom Waits, di Eminem, degli Slayer e dei Beatles vengono completamente stravolte dalla cantautrice che questa volta suona oltre il pianoforte, il piano elettrico wurlitzer. Tuttavia l'opera non raggiunge il successo sperato: l'album si presenta alquanto noioso e scialbo. Tori Amos sembra quasi esagerare con gli acuti prolungati che caratterizzano alcune delle canzoni. Restano insomma da citare sole due delle strane piccole ragazze: "Strange little girl" e "Heart of gold". Questo secondo insuccesso, che comunque negli Stati Uniti resta alla prima posizione per tre settimane e in Australia è nella top ten, spinge la Atlantic a rinunciare alla Amos, la quale decide di passare alla casa discografica Epic.Per la Atlantic pubblicherà nel 2003 "Tales of a librarian", un'"antologia musicale" come lo definisce l'artista stessa, ossia un album con una raccolta dei suoi successi.

lunedì 17 novembre 2008

Incontriamo Tori Amos in occasione dell’uscita in Italia della sua autobiografia

Giornata strana quel 4 di luglio del 2005…cioè, IO ho passato il giorno dell’Indipendenza americana con Lei? Con Tori Amos?...anzi, Tori Amos, HA PASSATO il giorno dell’Indipendenza con ME!!!...e con un altro centinaio di persone…ed io che pensavo fosse un tetè a tetè…;P
Ma chi è Tori Amos, direte voi? Bene, nella mia infinita gentilezza, vi farò dono di…una pernacchia prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…ma sapete cosa vi state perdendo? Fatevi un favore, cercatela, ascoltatela ed emozionatevi…non ve lo meritereste, ma magari potrete diventare migliori…
La “Feltrinelli” nel suo depliant “Eventi” del mese di luglio 2005, la definisce: “…un’autrice in perenne evoluzione creativa, permeata di spiritualità e curiosità intellettuale, capace disincantare le platee di tutto il mondo attraverso alchimie musicali che mescolano sussurri, sonorità tribali, morbide melodie, ritmi sfrenati ed echi delle sue origini cherokee e irlandesi.”, altro da aggiungere? Tori Amos sa emozionarti come pochi altri artisti, e scusate se è poco.
Ora abbiamo alcuni ingredienti: 4 luglio, Tori, la Feltrinelli. Bene, quel giorno, in occasione della presentazione italiana del libro “La danza dell’anima” (Pieces of pieces” in originale), anzi dell’autobiografia di Tori, scritta a quattro mani con Ann Powers (giornalista musicale)…dicevo Tori ci avrebbe incontrati, noi suoi fans, anzi noi suoi Ears with Feet, coloro che l’amano per ciò che ci regala.
È un book signing, volgarmente si potrebbe dire una caccia alla dedica su un libro: come vedrete, è stato molto di più.
Arrivo in Piazza Piemonte, in leggero anticipo (guardo l'orologio e sono le 14.30!) e sebbene sia la prima volta che transito per quelle contrade, devo dare l'impressione di quello che sa quello che fa: un ragazzo (ciao Davide), mi si avvicina e mi chiede se fosse quello il luogo in cui sarebbe arrivata la "Roscia" (copyright di Silvia Waves, di www.toriamos.it).
Vorrei farvi notare, che all'ingresso della libreria, proprio lì davanti a noi, vi era una specie di altare votivo della Dea, dedicato alla sua prossima venuta! Sì, amico Davide...e qui che incontreremo Tori Amos!
Ci dirigiamo al banco del Servizio Clienti, ed ecco la coda: 6 tra ardimentosi ed ardimentose ci precedevano.
Messici regolarmente in coda, nell'attesa delle 15, i nostri neuroni elucubrano su tutto ciò che Tori avrebbe potuto regalarci in quel pomeriggio. Dovevo aver pensato a voce alta, perchè il ragazzo innanzi a me, con una maglietta ricordo di un Tour torifilo (mi vanto della mia memoria, ma giuro non riesco a ricordarmi di quale,, sarà stato quello legato a "Strange Little Girls"?), stacca gli occhi dal Libro su e di Tori, e mi dice che secondo lui, dovrebbe firmare tutto ciò che gli si mette sotto il naso: libri, cd, assegni...il tutto nei limiti del buon senso (e forse, gli assegni, non rientrano entrano questi limiti...).
Voci intorno a me, concordano, ed io galleggio contento di essermi portato dietro sia l'ultimo CD (The Beekeeper), che ovviamente il libro, ma anche, e questo è un tocco di classe (ammettetelo suvvia), un fumetto di Neil Gaiman (Death: the high cost of the live), in cui la Roscia, ha scritto una bella prefazione!
Le voci intorno a me, aumentano, la coda si allunga: chi racconta agli assenti del concerto precedente di Modena, con gli occhi sognanti ti snocciolano tutte le emozioni provate ascoltando quella voce.
Guardo quelle facce e penso a quanto ho perso di Tori: io sono un giovane novizio rispetto a tutti loro, io l'ascolto solo da 18 mesi, eppure, mi è entrata dentro, ha depositato sensazioni su sensazioni nel mio animo...grazie Simona.
Ore 15. ritorno alla realtà. La coda è in fermento, due addette al servizio clienti, si affacciano e consegnano del materiale cartaceo, ripetendo a intervalli, ciò che ci aspetterà.
Molti non le ascoltano, presi dalla vorace curiosità di leggere quei fogli che ci hanno consegnato...tanto ciò che c'è scritto è quello che loro stanno raccontando a voce.
Purtroppo, molti dei sogni fatti, vanno i frantumi: oltre ad un tagliando giallo canarino numerato (io sono il 9!!!) su cui noi apporremo il nostro nome (la Divina, per evitare problemi di incomprensione, dedicherà il libro al nome lì segnato), ci viene consegnato un vademecum, che ci terrà compagnia da lì fino alle 17. ora in cui Tori ci abbaglierà con la sua presenza!
In poche parole il vademecum ci avverte che l’incontro con Tori Amos, si svolgerà in due fasi: prima un’intervista / presentazione del libro, e poi gli autografi.
Potranno assistere tutti i presenti, ma con due aree distintive: nella prima, potranno accedere solo 125 fortunati ( ci sono anch’io!!!), che potranno avere l’occasione di incontrare faccia a faccia Tori, mentre i resto del pubblico si dovrà accontentare di stare lì a guardarla.
Ma ora che cosa faccio adesso nell'attesa? Mi fiondo per il negozio, guardo e riguardo, finché, annoiato, non mi metto lì, nella zona in cui succederà tutto.
E succede, la calca aumenta, capisco che il fatto di avere il numero 9 sul tagliando, non mi da alcun privilegio (peccato :,() e dopo all'incirca un'ora di profonda angoscia e sbattimento, la Dea arriva... Tutto si compie... quelli che stavano appoggiati alle transenne (perché non avevano il lasciapassare A38) la vedono passare, io non vedo, anzi vedo…poco, vedo che fanno foto...
Tori è bellissima. Davvero…
Sul palco giunge un traduttore, che sarebbe poi essere il mediatore di tutto, il giornalista che ha l’onore di parlare direttamente con Lei…ma praticamente non ne azzecca una (alcuni dicono che la Dea gli ha pure riso in faccia un paio di volte, poverino)(se lo merita!)... Ma il meglio (o il peggio) l'intervistatore lo dimostra, non sapendo chi fosse Neil...credeva fosse una donna….sacrilegio! (Poi si scoprirà che il “presentatore” era uno della sony …)Ma il momento è giunto, quando iniziamo a salire su quella che molti nei forum italiani hanno definito “l le scalette del paradiso”, io mi preparo qualcosa da dire.
Tocca a me sono nervoso, un sacco di pensieri si accavallano e…arrivato su, faccio subito la figura del deficiente!
Mi da il benvenuto con due bacetti sulla guancia (!!!!!) e poi mi chiede qualcosa! Oddio, rispondile, no! Fallo!
Invece bloccato, con la faccia spaurita e desolante dico “I don’t speak english, sorryyyyy”!!!!! Sono un deficiente!!!
Lei però, fa un sorriso grande così , allarga le braccia e con quegli occhi e quel faccino buffo e solare, mi sembra dire “fa niente, hai visto come parlo io l’italiano? (per onor di cronaca, Tori nel tentativo di dire il titolo del suo libro in italiano, ha rischiato di ribaltarsi dal rider, visto i suoni poco melodiosi che riusciva ad articolare!)”.
Sono troppo impegnato a guardarla, a sudare... mi autografa il libro, senza niente di particolare, ma poi tornato me stesso, le consegno una cosa: un piccolo disegnino fatto da una persona a cui voglio un mondo bene, un ritratto di Tori con i capelli al vento ( Da “Venus”)e la Divina, si mette le mani davanti alla bocca, sorpresa e luminosa, ERA CONTENTA, sorrideva tutta!!!! Mi canta (lei non dice soltanto, lei emette melodie (tranne quando parla in italiano)) un grazie e mi dà un bacio, anzi due (e sono quattro!!!!), la saluto con un bye. Scendo i gradini, piano piano, riprendo le cose lasciate a Smitty... e il cervello torna a funzionare!
Finalmente alla mia materia grigia giunge la frase che Tori mi ha detto: “How are you?”, Accidenti, sapevo la risposta e ho fatto scena muta!!! Masssippppuòòò?
Comunque è stato un momento magico, Tori è una delle persone più tranquilla di questa terra, serena e così affettuosa!Rimango lì tra il pubblico a guardarla, sperando che prenda il microfono e ci doni una sua improv, ma non succede, il tempo fugge, devo tornare a casa, mi aspettano.
Grazie a Dio
Grazie a Tori
(l’ho copiata dal sito su Tori più bello del mondo www.toriamos.it, chiedo venia)

Piccola e magari superficiale biografia torifila (da wikipedia)

Biografia

Infanzia
È figlia di un reverendo metodista e di un'insegnante di origini indiane cherokee.
Inizia a suonare il piano a soli due anni e a 5 anni la bambina vince una borsa di studio in uno dei conservatori più prestigiosi d'America (il Peabody Conservatory di Baltimora). Tuttavia il conflitto con il classicismo del conservatorio e con gli ideali bacchettoni della famiglia nasce dopo pochi anni dal suo ingresso nella scuola: Myra Ellen Amos era diventata una ribelle che preferiva improvvisare al piano le canzoni dei suoi miti (Led Zeppelin, The Doors, Elton John, Jimi Hendrix per citarne alcuni) piuttosto che eseguire a memoria le sonate di Beethoven (come faceva di solito). In seguito Tori Amos (il soprannome Tori le verrà dato da un amico - in giapponese Tori significa uccello) inizia ad esibirsi in vari pub e ad inseguire il successo trasferendosi a Los Angeles. È proprio qui che dopo un suo concerto viene stuprata, avvenimento che la segna profondamente.

Il successo con la Atlantic
A fine anni ottanta la Atlantic finalmente la nota e le fa incidere con il suo gruppo "Y Kant Tori Read" (che vedeva tra gli altri anche la presenza di Matt Sorum, futuro batterista dei Guns N' Roses) l'omonimo album nell '88, questo album caratterizzato da sonorità Hard-Rock fu un enorme flop che spinse l'Atlantic ad "esiliare" l'artista temporaneamente nel Regno Unito in piccole collaborazioni, ma la Amos non si diede per vinta, ritornò al suo primo amore e cioè la canzone d'autore e diede vita a "Little Earthquakes", inizialmente respinto dalla sua casa discografica venne finalmente pubblicato nel 1992. Il risultato fu molto buono con 500000 copie vendute negli States. In quest'album ricorrono tutti i temi principali della crescita della Amos: il difficile rapporto con la religione, e di conseguenza con il padre prete, il suo femminismo, la vicenda dello stupro, la guerra agli stereotipi. La cantautrice compie virtuosismi pianistici e vocali non indifferenti donando alle tracce una musicalità del tutto particolare e dando al rock nuove sfumature: il pianoforte è impiegato in tutte le canzoni, gli acuti strazianti sottolineano ancora di più la rabbia e il dolore della cantante. Il rapporto con il suo strumento diventa tra l'altro famoso grazie alla postura che assume solitamente mentre lo suona nei suoi concerti dal vivo: a gambe divaricate e la testa china indietro, quasi come se stesse avendo un rapporto sessuale.
Nel 1992 viene pubblicato l'EP di "Crucify" che contiene 4 brani: la versione "remix" di "Crucify", un altro brano estratto dal precedente disco ("Winter") e 3 cover: "Smells like teen spirit" dei Nirvana, "Thank You" dei Led Zeppelin e "Angie" dei Rolling Stones.
Il 1994 è l'anno della rivelazione per Tori Amos: il suo secondo album "Under The Pink" la consacra come una delle figure femminili principali della musica rock degli anni novanta. Il nuovo album, lanciato dal singolo "Cornflake Girl", vende oltre tre milioni di copie nel mondo. La cantautrice si concentra nuovamente nel conflitto Chiesa-Libertà nella canzone "God", ma questa volta sposta la sua attenzione sull'animo femminile, sulle relazioni che intercorrono tra le donne. Protagoniste di quest'album diventano quindi le figure femminili. Eccezionali in "Under The Pink" sono la voce della Amos e la tecnica pianistica, sempre più raffinata e ricercata, che si fondono e si susseguono in un gioco di continui acuti potentissimi e sussurri sensuali (come ad esempio in "Yes, Anastasia" dedicata alla granduchessa Anastasia di Russia).
Nel 1995 collabora alla colonna sonora di Higher Learning, con una nuova canzone, Butterfly, e l'ennesima cover, Losing my religion dei R.E.M..
Nel 1996 Tori Amos incide in Irlanda "Boys for Pele", chiamato così in onore della dea hawaiana del fuoco. Nelle 18 tracce che costituiscono l'album, l'artista suona, oltre che il suo fedele pianoforte Bosendorfer, il clavicembalo. Abbiamo così modo di ascoltare canzoni in cui questo strumento assume quasi la sonorità di una chitarra elettrica, come ad esempio in "Professional Widow" un brano rock dedicato a Courtney Love (moglie di Kurt Cobain, leader dei Nirvana) oramai diventata appunto una vedova di professione. Ricordiamo che con un remix dance di questa canzone, curato da Armand van Helden, la Amos diventa anche un idolo delle discoteche. Le altre tracce sono caratterizzate da una sonorità cupa, quasi spettrale che portano Tori Amos comporre canzoni come "Talula" o "Way Down".
Due anni più tardi la cantautrice del North Carolina pubblica "From the choirgirl hotel", un album concepito dopo un aborto naturale, episodio vissuto in maniera sentitamente drammatica da Tori Amos come ci fa capire nel brano rock di apertura "Spark". In questo album la Amos affronta nuove sonorità completamente differenti dalle sue opere precedenti, come si può ascoltare in "Raspberry Swirl", nella quale il pianoforte diventa addirittura uno strumento con cui suonare musica dance. Vi sono tuttavia anche brani più dolci come "Jackie's Strenght", che narra delle vicende di Jacqueline Kennedy.
Solo un anno dopo assistiamo alla pubblicazione di "To Venus and back", un doppio album comprendente una strepitosa performance dal vivo. Il disco inedito può essere considerata come la naturale evoluzione di "From the Choirgirl Hotel": l'utilizzo innovativo dell'elettronica rende totalmente nuovo il sound di Tori, permettendole di esprimere ulteriori sfaccettature della sua anima poliedrica.
Nel 2001 la dea del rock (così la chiamano i suoi fan) si cimenta in un'opera ambiziosa: "Strange little girls", un album composto di sole cover, 12 in totale. Le canzoni originali erano tutte cantate da uomini e trattano tutte lo stesso argomento: le donne. La Amos dà un'interpretazione completamente diversa di ogni canzone e così 12 strane piccole ragazze (anzi 13, due sono gemelle) prendono vita; canzoni come quelle di Neil Young, degli Stranglers, di Tom Waits, di Eminem, degli Slayer e dei Beatles vengono completamente stravolte dalla cantautrice che questa volta suona oltre il pianoforte, il piano elettrico wurlitzer. Tuttavia l'opera non raggiunge il successo sperato: l'album si presenta alquanto noioso e scialbo. Tori Amos sembra quasi esagerare con gli acuti prolungati che caratterizzano alcune delle canzoni. Restano insomma da citare sole due delle strane piccole ragazze: "Strange little girl" e "Heart of gold". Questo secondo insuccesso, che comunque negli Stati Uniti resta alla prima posizione per tre settimane e in Australia è nella top ten, spinge la Atlantic a rinunciare alla Amos, la quale decide di passare alla casa discografica Epic.
Per la Atlantic pubblicherà nel 2003 con una raccolta dei suoi successi.

Il passaggio alla Epic

Scarlet's Walk
Così, dopo un matrimonio con il suo tecnico del suono Mark Hawley e l'inizio di una gravidanza, Tori Amos compone nel 2002 "Scarlet's Walk", un album romanzato che narra le vicende appunto di Scarlet (Rossella, in onore di Rossella O'Hara del romanzo Via col vento). Un album molto più tranquillo rispetto agli altri, un album in cui la cantautrice di Newton si immedesima completamente in Scarlet raccontandone le vicende, un album politico (Tori Amos si dichiarò sinceramente colpita dagli avvenimenti dell'11 settembre 2001), un album che tratta, come di consueto, la religione. Qui l'artista riesce a donarci melodie più semplici da seguire grazie ad un approccio completamente diverso con il piano elettrico wurlitzer, strumento che accompagna dolcemente la voce della Amos questa volta più pacata e riflessiva. "Scarlet's Walk" rappresenta uno dei capitoli più importanti e artisticamente maturi della cantante; come tutto ciò composto da Tori Amos, anche "Scarlet's Walk" può inizialmente disorientare, non trattandosi di un "easy" album.

The Beekeeper
Tre anni dopo, in seguito alla nascita della figlia Natashya, Tori Amos pubblica "The Beekeeper", nel quale vengono affrontati molteplici argomenti che l'artista racchiude in piccoli nuclei tematici, appunti simili alle celle di un favo. In quest'album è presente anche un duetto con il cantautore irlandese Damien Rice. "The Beekeeper", a detta di Tori Amos, è il frutto di enormi cambiamenti nella sua vita privata (la nascita della figlia) e di una maggiore pace con sé stessa e col passato non sempre felice. "The Beekeeper" presenta brani più orecchiabili e radiofonici, senza necessariamente sentire una mancanza di qualità. Argomento particolarmente importante dell'album è la religione, soprattutto la questione delle due Marie e la concezione limitata che si ha di queste due figure.
Nel 2005 Tori Amos è stata impegnata nel suo settimo tour mondiale "Original Sinsuality". Tra l'agosto e l'autunno 2005 sono stati pubblicati sei bootleg live.

American Doll Posse
È stato pubblicato lo scorso 1 maggio 2007 l'album, registrato in Cornovaglia come il precedente, "American Doll Posse". Secondo le dichiarazioni della cantante stessa e della casa discografica, il nuovo album di Tori, coprodotto dalla poetessa americana Erzsebet Beck, si presenta con uno stampo fortemente rock, presentando melodie più forti e meno soft. Affronta come sempre temi forti come la religione e la politica. Ha destato molto scalpore la fotografia rilasciata durante il comunicato del nuovo album: la Amos si presenta con un nuovo taglio di capelli, in una mano stringe la Bibbia e sull'altra porta la scritta shame, vergogna in inglese, mentre scorre del sangue mestruale lungo una gamba.
L'artista vive in Inghilterra. Tori Amos è considerata da critici e pubblico come una delle più importanti figure del rock degli anni novanta: la sua influenza si nota ampiamente in alcuni nuovi artisti emergenti come Rufus Wainwright, The Dresden Dolls o Fiona Apple. Tori Amos rappresenta ad ogni modo quasi un unicum, per le sue peculiarità vocali, di compositrice e per l'instancabile voglia di sperimentare.

2008/2009
Nel Maggio del 2008 il portavoce di Tori Amos ha annunciato che l'artista, dopo aver lavorato per diversi anni con importanti case discografiche, ha abbandonato la Epic Records per comporre musica indipendentemente. La Amos sarebbe già al lavoro per un nuovo album, "un progetto di musica nuova ed effetti visivi " che dovrebbe essere rilasciato nella Primavera del 2009. Fra l'altro è impegnata nella scrittura delle musiche per un adattamento di un'opera di Samuel Adamsons e nella registrazione di un duetto con David Byrne.

Discografia

Album
Little Earthquakes (1992)
Under The Pink (1994)
Boys For Pele (1996)
From The Choirgirl Hotel (1998)
To Venus & Back (1999)
Strange Little Girls (2001)
Scarlet's Walk (2002)
Tales Of A Librarian (2003)
The Beekeeper (2005)
The Original Bootlegs (2005)
A Piano: The Collection (2006)
American Doll Posse (2007)
Live at Montreux 1991/1992 (2008)

Colonne sonore
Toys (1992)
Higher Learning (1995)
Party Of Five (1996)
Great Expectations - The Album (1998)
Great Expectations - The Score (1998)
Mission Impossible: 2 (2000)
Mona Lisa Smile (2003)
Body Of War (2008)

Compilation
VH1 Crossroads (1996)
Y-100 Sonic Sessions Volume 1 (1997)
No Boundaries - A Benefit for the Kosovar Refugees (1999)

Tributi
Enconium - A Tribute To Led Zeppelin (1995)

Collegamenti esterni
www.HereinMyHead.com
www.YesSaid.com
www.Undented.com
www.ToriAmos.it
www.Tori-Fan.com

La mia presentazione al forum www.toriamos.it

Ciao a tutti, più vi leggevo e più mi veniva voglia di presentarmi e diventare un EWF e più volevo entrare nel forum e più rimandavo la cosa.
Ora mi sono deciso e voglio regalarmi per questo nuovo 2006 una presenza vera tra di voi...mi accettate tra di voi?
Sono solo 2 anni e rotti che seguo "consapevolmente" la Divina Artista (all'11 febbraio saranno 27 mesi), ma grazie ad una persona molto importante e grazie anche a voi, sono entrato in questo mondo e...beh, è dura tornare alla vita piatta che sta fuori Tori, no?
Ma pensa, che distrattone che sono, piacere, mi chiamo Yoske (sfido chiunque ha trovare l'origine di questo nick) e ADORO Tori Amos.
Alcuni di voi li ho visti a luglio all'incontro con Tori alla Feltrinelli (purtroppo niente concerti per me...tristessa...), ma una sorta di timidezza mi ha frenato. Ma ora sono qui.Adoro "Seaside" e "Silent all these years".
Potete mica spiegarmi o indirizzarmi al 3D che svela il perchè "ears with feet"?
So solo che è stata Tori a definire così i suoi primi fans ma poi...buio completo!...e come scrisse uno di voi a proposito di Tori alla Feltrinelli (parole che mi sono subito piaciute)...
Grazie a Dio
Grazie a Tori